Un vulcano nella Valle del’Asso

Il viaggio nel Salento continua. Tappa a Galatina, città interessante nel cuore del Salento, non lontana da Lecce.

La Cantina

La Cantina

La cantina Valle dell’Asso è degli inizi del secolo. Il propretario è Luigi Vallone (don Gino), parente stretto dei Vallone che hanno in proprietà l’azienda Agricole Vallone di Lecce.
Mi accoglie Elio Minoia, vulcanico (da cui il titolo dell’articolo) enologo dell’azienda. Mi mostra la cantina, abbastanza pulita, ma non così particolare da suscitare la mia attenzione. Tranne che per il particolare scorcio di alcune botti molte vecchie, in cui si pratica il metoto Soleras per il vino da dessert Macàro.
Elio è un personaggio squisito. Mi racconta una miriade di aneddoti, gli incontri con gli altri produttori della zona, la necessità di riaggregare una eccessiva frammentazione delle denominazioni DOC della zona.
“Il Salento ha delle caratteristiche ampelografiche simili da Manduria a Leuca, ma abbiamo un proliferare di denominazioni che generano solo confusione. Tutto va a vantaggio delle migliori denominazioni del Salice Salentino DOC e Primitivo di Manduria DOC”.
Non posso dargli torto. C’è molta, a volte troppa, politica dietro la burocrazia che definisce le aree delle DOC. Forse dovremmo sfruttare meglio nel mondo il marchio Salento (come ha fatto la Toscana con in suoi SuperTuscan in effetti).

L’azienda è certificata come Biologica e pratica per le sue vigne l’aridocultura. Ovvero viene arato il terreno con “sarchiaturepoco profonde in modo da permettere al terrenno di respirare senza cedere umidità.
Elio mi fa l’esempio ben azzeccato della sabbia delle spiaggie. Al di sotto dei 50 cm c’è fresco. Non bisogna quindi arare in profondità per evitare che arrivi il calore anche in basso.

Le vigne di Valle dell'Asso

Le vigne di Valle dell’Asso

Dopo la lunga e piacevole chiacchierata, Elio mi porta nell’ufficio dove ha preparato per me una degustazione orizzontale dei vini prodotti.

Galatina DOC – Bianco

Si parte con i tre Galatina DOC:

  • Bianco (Chardonnay)
  • Rosso (Negroamaro 70%, Primitivo 30%)
  • Rosato (Negromaro)

Il Bianco è impressionante. Non nascondo un certo scetticismo che avevo nel vedere questo vitigno internazionale coltivato in zone così soleggiate e calde (fin troppo). Ma il risultato è, a mio gusto, eccezionale. Credo che sia il bianco migliore che abbia assaggiato in Salento quest’anno.

 

 

 

 

Molto interessante anche il cru Terra San Giovanni, un primitivo in purezza che fa solo acciao per 12 mesi e poi 6 mesi di affinamento.

Il top della casa è un Negroamaro in purezza, Piromàfo (combattente del fuoco da Greco). Grande vino, non mi soprendono le eccellenti recensioni, tra cui quella di Repubblica che nel 2011 al Vinitaly lo poneva tra i 10 da non perdere.

Infine chiudiamo la degustazione con il Macàro, Appassimento al sole su graticci, vinificazione e affinamento per 6 anni in botti di rovere da 600 litri, blend delle migliori annate (alla Soleras appunto) e affinamento per 6 mesi in bottiglia. Ottima chiusura

Prezzi onestissimi in cantina, 4,5€ per i Galatina, 6€ per il primitivo e 13,5€ per il Piromàfo, 12€ per il Macàro.

Se avete moto di trovare questi vini in giro per l’Italia, non avrete modo di pentirvene.

Antonio

Valle dell’Asso
Via Guidano, 18
73013 Galatina (LE) – Italy
http://www.valleasso.it 

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