Uno sguardo al passato… Il catalogo Vini di Veronelli del 1976

Ieri un caro amico socio, nonchè collega sul lavoro, mi precetta in corridoio e mi dice : “passa dal mio ufficio, ho una sorpresa che ti piacerà”.
Incuriosito, mi presento subito da lui, vedo che tira fuori un tomo stile guida telefonica di Roma (A-Z) dal titolo: “Catalogo Bolaffi dei vini d’Italia n. 4” di Luigi Veronelli. Siamo nel 1976 (io ero nato da pochi giorni)

Sfogliando il catalogo si scoprono delle sorprese incredibili. La prima pagina recita un pensiero di Veronelli:

Al vignaiuolo ignoto. I vini cantadini, migliori.
Piccolo il podere, minuta la vigna, perfetto il vino;
più facile, ed ingiusto, averlo ignorato, il vignaiuolo

Come da suo carattere, parte con una polemica sulla ottusità dei nostri legislatori a vietare l’utilizzo “cru” in etichetta. Quanto è moderno il 1976. La situazione è stata risolta da poco, adesso abbiamo i cru sul Barolo e Barbaresco anche se sono stati appiattiti tutti alla medesima qualità. Per questo le hanno chiamate menzioni geografiche aggiuntive. Maledetto burocratese!!
Il catalogo è suddiviso per colore (Bianco, Spumante e Rosso) e poi per denominazione (Barolo, Chianti, Dolcetto..).
In quegli anni un operaio guadagnava 150.000 Lire, la benzina costava 300 e ti servivano una tazzina di caffè a 120 Lire. Cit.

Ho trovato alcune chicche indimenticabili, partendo dai bianchi:

  • Ruffino (grande produttore del Chianti) fa un Salento Croce d’Oro, zona di Brindisi, un passito di moscato. Lire 1.600
  • Cavallotto fa una Favorita da 900 Lire
  • Tanti sono i produttori di Riesling in Oltrepò
  • Contini fa la sua Vernaccia di Oristano da 1.400 Lire
  • Tra gli spumanti dominava il Piemonte e Canelli sopratutto. 2.500 Lire per un Brut Cinzano. Ai margini compare un Ferrari Brut e un unico “Pinot di Franciacorta” di tale Guido Berlucchi, da 3.600 Lire

Tra i rossi

  • Il Barberesco Cru San Lorenzo di Gaia si poteva acquistare non in gioielleria. Solo 2.900 Lire per il 1971. Sigh
  • Una Barbera costava circa 1.100 Lire
  • Il Barolo a 3.000. Serio e Battista Borgogno vendevano un Cru Cannubio. Mascarello un Canubbi. Anche qui, con 3.600 Lire ti portavi a casa il 1971 di Mascarello.
  • Il Monfortino NON era classificato come Barolo. Fuori dal dispiplinare per scelta. Ma costava già il doppio degli altri.
  • La cooperativa di Jerzu vende un Canonau d’arrosto. Con buona pace delle controetichette che specificano gli abbinamenti consigliati. Lire 750. Senza arrosto credo.
  • I Brunelli censiti erano assai pochi. Non mancava il Biondi Santi Tenuta il Greppo a ben Lire 14.000!!
  • Infine cosa avrei dato per assaggiare il Vino dei Soci a base Cabernet Sauvignon di Cellatica

Selezionare delle foto sarebbe stato troppo arduo. Così ho deciso meglio di fare una lista/galleria

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Un consiglio. Se passate per bancarelle, cercate queste chicche di libri. Oppure venite a trovarci nella sede de La Compagnia del Calice.

Antonio

1 commento su “Uno sguardo al passato… Il catalogo Vini di Veronelli del 1976

  • Per alcuni sono “roba che non serve più”
    Per altri ispirazioni di grandi pensieri…

    E’ stato un piacere dedicarvelo !
    ciao
    Claudio

I commenti sono chiusi.

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