La classe del Negroamaro di Severino Garofano

Scrivere ed elogiare i vini di Severino Garofano sarebbe troppo scontato. Non siamo certo noi a scoprirli e i riconoscimenti nazionali e internazionali che ha ricevuto in questi decenni parlano da soli.

E’ il fautore e pioniere del riscatto del vino pugliese e salentino, che è passato da serbatoio di vino da taglio alla creazione di piccole realtà di produzione di vini di grande qualità. Non a caso nel 2007 viene insignito del premio Veronelli come miglior winemaker dell’anno: “la spinta di Garofano «per il riscatto della vitivinicoltura meridionale» ha portato a «memorabili bottiglie»

Tra i numerosi successi va ricordato il connubbio con Cosimo Taurino e l’azienda Vallone con i quali ha creato dei super negroamaro come il Patriglione e il Graticciaia. Ma questa è un’altra storia.
Nel 1995 anche per indirizzare i figli Stefano e Renata, acquisisce Tenuta Monaci, poi diventata Azienda Monaci, in cui marchio Garofano è inconfondibile.
Noi come La Compagnia del Calice abbiamo avuto l’onore di poter ospitare Stefano, figlio del grande Severino, che ci ha guidato in un percorso unico di studio su come un vitigno, come il negroamaro, possa esprimersi nelle diverse sfaccettature.
Per descrivere Stefano utilizzo una frase di Angelo Gaja: “Per emergere nel mondo del vino bisogna saper fare, saper far fare e far sapere“. Ecco, Stefano è sicuramente uno dei produttori che abbiamo conosciuto che incarna il “far sapere”. E’ una dote che hanno veramente in pochi.

Due ore e mezza di piacevole ed elegante eloquio con una platea di 40 persone incantate dai suoi racconti e aneddoti sull’azienda e il vitigno negroamaro. Ma saper comunicare non è sufficiente, occorre avere anche dei prodotti di gran qualità e stile. E i prodotti lo erano tutti.

Garofalo

Abbiamo cominciato la carrellata con il vino su cui il produttore punta di più: il Girofle, un rosato da uve negroamaro che abbiamo avuto modo di degustare in due annate diverse. Il 2012 in versione Magnum e l’appena imbottigliato 2013. Sicuramente un punto di riferimento per i rosati salentini. Vino che sprigiona dei bellissimi profumi e con un corpo da vino rosso! E la piacevole sorpresa è stata quella di verificare che un vino rosato può anche sostare qualche anno in bottiglia.

Siamo poi passati al più classico dei negroamaro. Un Eloquenzia Copertino Doc Rosso 2009 vino di grande corpo con profumi freschi e note speziate. La sala è rimasta stupita quando Stefano ci ha raccontato che è un vino che fa solo acciaio.
E’ arrivato poi il turno del Simpotica 2007 vino dal profumo intenso con la prevalenza dei profumi terziari balsamici. Tannini molto eleganti e grande sapidità.

BraciGirofle

L’attesa era ovviamente per lui. Il top della casa: Le Braci 2006. Questa annata è stata tra le più prestigiose. Tanti i riconoscimenti delle varie riviste specializzate. Grazie alla tecnica della vendemmia tardiva la lieve surmaturazione su pianta dei suoi grappoli permette un arricchimento in elementi utili alla sua futura evoluzione e si arricchisce in bouquet ed eleganza. Ne risulta un vino di grande corpo con una ampiezza di profumi impressionanti. Il tannino è già levigato e tenero, la grande mordidezza a potenza alcolica è ben mitigata dalla grande acidità. Anche secondo la platea de La Compagnia del Calice è un grandissimo vino

Chiudiamo con il passito Le Briciole, e usciamo dalla filone del negroamaro che ci ha accompagnati fino a qui. Il vino è infatti prodotto con uve Malvasia Bianca e Chardonnay. Ne risulta un vino vellutato e morbido, molto fresco in bocca.

La serata è stata molto bella e piacevole. Desidero ringraziare personalmente Stefano che è ha fatto oltre 1000 km per venire da noi che siamo una piccola realtà. L’articolo è intitolato alla classe del negroamaro dell’azienda, ma incontrando Stefano abbiamo apprezzato anche la classe ed eleganza del produttore stesso.

Antonio

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