Un calice per l’Africa

L’Africa è un continente di contrasti, aridi deserti e foreste tropicali, continente “nero” dominato dagli interessi economici “bianchi”, grandi risorse e grandissima povertà. Anche la serata “Un calice per l’Africa” ha confermato il paradigma del contrasto. Nulla di spiacevole, però, anzi.

Vero è che, i racconti dei “ranger” Davide e GianMarco e della guida Floreana – i nostri amici dell’Associazione Italiana Esperti d’Africa – AIEA – hanno colpito davvero duro. Loro l’Africa la conoscono, la percorrono e la vivono da anni e nessuno come loro poteva raccontarci la bellezza dei tramonti, l’emozione dei big five, le contaminazioni culturali ma anche i risvolti meno romantici ma drammaticamente veri! Oltre a condividere con noi le loro molte esperienze dirette, dai sorrisi dei bimbi agli scontri a fuoco con i bracconieri, ci hanno fatto conoscere alcuni dei progetti con cui AIEA aiuta e sostiene un continente così bisognoso:

1 mannadù rhino
Link progetto Mannadù

Link progetto Adotta un Rhino

 

Ma AIEA è anche:3. AIEA

  • promuovere e divulgare informazioni sull’Africa, per aiutare i viaggiatori nell’ottica di un turismo consapevole e sostenibile
  • creare dialogo e collaborazione tra le Associazioni culturali italiane e africane con particolare attenzione alle attività antibracconaggio e alla formazione all’attività di guida
  • informare e formare, tramite corsi specifici per adulti, divulgazione e condivisione nelle scuole

A “bilanciare” messaggi così intensi, c’è stata la degustazione di alcune chicche del Sud Africa, il paese del così detto “nuovo mondo enologico” con maggior tradizione, oltre 3 secoli e mezzo. Tutto ebbe inizio verso la metà del 1600 ad opera del medico Jan van Riebeeck che voleva realizzare un punto di ristoro per gli equipaggi della Compagnia delle Indie Olandesi in sosta al Capo di Buona Speranza. Oltre ad ortaggi e frutta fresca anche vini e distillati apprezzati dai marinai per allentare la tensione della navigazione. Fece quindi arrivare dalla Francia Chenin Blanc (Steen, secondo la denominazione locale) e Moscato d’Alessandria (detto Hanepoot), quest’ultimo alla base del vino liquoroso di Costantia, apprezzatissimo da Napoleone e presente sulle tavole delle corti europee dell’Ottocento. Nel 1918 viene fondata la KWV – Koöperatiewe Wijnbouwers Vereeniging van Zuid Africa – la principale cooperativa di produttori del Sud Africa. Tappa fondamentale per l’enologia del Sudafrica è 1925, anno in cui presso l’università di agraria di Stellenbosch, nasce il Pinotage vitigno autoctono e nazionale, ottenuto da Abraham Perold dall’incrocio di due vitigni “contrastanti” tra loro come il borgognone Pinot Nero tipico di climi più freddi ed il Cinsault (noto nel paese con il nome di Hermitage) che ha il suo habitat nel soleggiato e secco sud della Francia.

AIEA_bottiglie

I vini degustati in compagni dei nostri ranger sono stati:

“Lady Anna” 2014 della cantina Nabygelegen fondata nel 1712. Un bianco che ha proprio nello Chenin Blanc (Steen) il suo vitigno principale, oltre a piccole aggiunte di Sauvignon Blanc e Mourvedre. Fruttato ed erbaceo, presenta buona acidità e mineralità. Ottimo da aperitivo e antipasti. Scheda Lady Anna

Chardonnay “Unwooded” 2014 della cantina Diemersdal, fondata addirittura nel 1698. Un grande bianco rotondo e armonico, frutto di 4 mesi di maturazione sur lie, una malolattica completa e senza passaggio in barrique, atipico sicuramente per uno chardonnay del “nuovo mondo”. A noi regala grandissime emozioni con i suoi sentori di frutta esotica e di noci di pecan. Quanto sarebbe bello degustarlo ammirando l’Oceano magari dall’alto delle Table Mountains in abbinamento con un bel piatto di crostacei. Scheda Chardonnay Unwooded

Shiraz “Rhino” annata 2013. Il primo dei rossi ci riporta nello spirito di solidarietà della serata. I vini della linea Rhino nascono, infatti, dalla collaborazione tra la storica azienda vitivinicola Linton Park e l’associazione “SAVE THE RHINO” al fine di raccogliere fondi da devolvere alla salvaguardia del rinoceronte dalle praterie africane. Seppure sia stato scelto per il suo significato simbolico, questo Shiraz concentrato nel colore e nel gusto, marmellatoso (di mora e ciliegia) e pepato al tempo stesso, ci ha davvero sorpreso!

Video Le Iene con Davide Bomben “Bracconieri di rinoceronti” AIEA_davide

“Scaramanga” 2013 di Nabygelegen, è un taglio bordolese “aggiustato” in cui oltre a Cabernet Sauvignon e Merlot (30% + 30%) vi sono anche Malbec e Tempranilllo (20% + 20%). Vino “importante” per il blend e per l’affinamento in barrique (seppur di secondo passaggio) che aggiunge sentori speziati e tostati a quelli secondari tipici dei vitigni che lo compongono. Vino caldo, tannico, avvolgente e affascinante, proprio come il Francisco Paco “Pistola” Scaramanga antagonista di James Bond in “Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro”. Scheda Scaramanga

Il vino protagonista della serata, a conclusione della nostra degustazione, è stato sicuramente il Pinotage “Coffee Chocolate” 2013 dell’azienda vitivinicola Diemersfontein. Dell’origine del vitigno abbia già detto, così come della sua tipicità. Quest’etichetta da noi selezionata al Vinitaly tra molti campioni, è sicuramente un calice complesso e armonico, affinato 8 mesi in barrique di rovere francese, incorpora nello stesso nome i sentori terziari di torrefatto e cacao che lo rendono un vino adatto alla cacciagione o da apprezzarsi anche fuori pasto, da meditazione! Scheda Pinotage Coffee Chocolate

9 distretti pngLa miglior conclusione della serata è l’invito dei nostri amici a farci stregare dai cieli, dai profumi e dalle atmosfere africane volando nel continente nero per ammirare i deserti, vivere l’emozione del safari, esplorare terre selvagge, visitare mercati variopinti e … scoprire, perché no, i distretti vinicoli del Sud Africa Stellenbosh, Paarl e Franschoek su tutti.

Un ringraziamento ad Afriwines di Monza che ci ha supportato nella selezione e nella fornitura dei vini degustati insieme.

AIEA_crew

 

 

Kwaheri Katika Africa…
Totsiens in Afrika…
Macsalaameyn in africa…
Tsanzikana mu Africa…
Ban Kwana a Africa…
Hey a Afrika…
Some In Africa…
O Dabọ Ni Ile Afrika

… Arrivederci in Africa

      Gabriele

 

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