Beer or wine? this is the question!

Nel cuore di questa calda estate… vogliamo ricordare alcune delle rinfrescanti serate della passata stagione alla Compagnia del Calice!

Cominciamo con una delle più giocose e creative, la serata del “Beer or wine? this is the question!” di Venerdì 20 marzo. Con la primavera alle porte, alla Compagnia del Calice è andata in scena una divertente disfida: 3 birre del Birrificio San Paolo di Torino, tra i più importanti e raffinati birrifici artigianali del Piemonte e 3 vini di qualità, organizzati in coppie, con 3 tipi di cibo diversi, per scoprire come birre e vini possano esaltare caratteristiche differenti del cibo ed essere ugualmente piacevoli.

È stato con noi Maurizio Griva, co-fondatore con Graziano Migliasso di questo birrificio che continua a deliziarci con birre che reinterpretano i più importanti stili internazionali, arricchite talvolta con ricercati ingredienti del territorio.Figura newsletter

Maurizio e Graziano, dopo anni di esperimenti da appassionati homebrewers e viaggi di studio in ogni angolo d’Europa, nel 2007 hanno aperto il loro birrificio nell’omonimo quartiere San Paolo. Maurizio ci ha raccontato innanzitutto come una semplice passione, se coltivata con tenacia e inventiva, possa tramutarsi in una iniziativa imprenditoriale di successo. Poi ci ha fornito i fondamentali della degustazione delle birre, evidenziando le principali differenze rispetto al vino ed infine… ci ha condotti per mano in questo piccolo esperimento ludico e voluttuoso!

La prima sfida è stata tra la Robinia, ale dorata al miele, 7% di alcool, che per il discreto corpo e la piacevole erobinia intrigante sensazione di dolce amaro dovuta alla generosa luppolatura, si sposa al meglio con formaggi grassi e dolci a base di panna, e la sapida freschezza e la fragrante personalità olfattiva (melone dolce, foglia di pomodoro, cenni di erbe aromatiche e frutta esotica) dell’ottimo Basaricò 2013 – Langhe Sauvignon DOC Basarico`dei fratelli Marco e Vittorio Adriano (San Rocco Seno d’Elvio di Alba, zona del Barbaresco tra Alba e Treiso). Entrambi si sono confrontati con dei formaggi del cuneese, in particolare una morbida Robiola a crosta fiorita delle Langhe di latte misto vaccino e ovino ed una Raschera di latteria fresca. La platea ha gradito la Robiola in particolare con la spiccata acidità del Sauvignon, che ne stempera la cremosa grassezza, mentre per la Raschera l’abbinamento preferito è stato con la Robinia, per accordo tra le intense note gusto-olfattive di miele e fiori di campo della birra e quelle dolci di latte ed erbe delle Alpi Marittime della Raschera. Ai punti – ma solo ai punti – vince il Basaricò come piacevolezza complessiva degli abbinamenti.

La seconda sfida è stata tra la Ipè Harvest, ambrata in puro stile USA, 6,5% di alcool, e il Rute 2012 – Bolgheri Ipe` etichettaDOC Rosso della cantina Guado al Melo di Castagneto Carducci (cabernet sauvignon 80%, merlot 20%). Una sfida tra la notevole complessità aromatica della Ipè, cui i luppoli americani (della varietà Cascade, coltivati da Maurizio e Grazianorute-bolgheri-doc in Liguria nella Riviera di Ponente, e raccolti ed utilizzati umidi a fine estate per questa “special edition” della loro classica Ipè) donano un forte sapore agrumato e un ricco bouquet floreale, e le tostature (12 mesi in barrique) e il carattere bordolese del Rute. Rimaniamo affascinati dall’esuberante naso della Ipè e dai piccolo frutti (ribes, lampone) del Rute, dalla ottima struttura e persistenza di entrambi. Entrambi sono ideali con carni e salumi dal sapore deciso (la Ipè si sposa benissimo anche con pesci alla griglia): la maggiore freschezza e aromaticità della Ipè Harvest la fa preferire con la speziata e grassa pancetta artigianale delle Langhe Monregalesi (dell’Agriturismo Cascina Mondino di Vicoforte), mentre la grande struttura del Rute si abbina al meglio con la carne salada della Valsusa (della Macelleria Allizond di Bardonecchia). Salumi e speziature d’altri tempi, che esaltano questi due campioni di intensità gusto-olfattiva in abbinamenti davvero armonici: la platea si divide a metà, pareggio!

La terza ed ultima sfida vede protagonisti la Hemlock, belgian strong ale ispirata alla birre d’Abbazia e hemlock etichettaaromatizzata con scorze di chinotto di Savona, ambrata, 8% di alcool, e il Duss 2014 – Moscato d’Asti DOCG di Mario Gagliasso (La Morra). La DussHemlock colpisce per la complessa speziatura che include note di macchia mediterranea e per le sensazioni gustative morbide, calde e dolci, che la rendono perfetta coi dolci o anche come “birra da meditazione”, da gustare da sola in relax in poltrona davanti al caminetto. Il Duss è un moscato che sin dai decisi riflessi dorati fa pensare ad uno stile preciso, ad uve particolarmente mature; al naso conferma una personalità aromatica “calda” dove spiccano gli agrumi e la pesca gialla matura, meno la salvia e la delicata pesca bianca di alcuni moscati più verdolini, mentre in bocca stupisce l’equilibrio tra dolcezza/morbidezza e freschezza/sapidità. Entrambi si sposano alla perfezione con la torta morbida di nocciole (della pasticceria Denina di Villanova Mondovì), ma dopo qualche incertezza… la platea a maggioranza preferisce l’abbinamento con la Hemlock, una birra che non si lascia sovrastare nemmeno da un moscato così intenso.

Maurizio e Graziano ci hanno poi regalato una sorpresa finale, una sintesi di questi due mondi… una birra Jatobà barricata, 7% di alcool, affinata per 9 mesi in barrique usate per il Grignolino. La Jatobà è una German ale ad alta fermentazione nello stile tradizionale di Dusseldorf, ambrata, fruttata di uva spina, mela verde e pera, a cui l’affinamento in legno aggiunge intensi sentori di torrefazione insieme ad una freschezza speciale, sentori vinosi e tannici al confine tra la birra e il vino… inusuale ed intrigante!

Permettetemi qualche conclusione: il vino, nonostante il suo maggiore tenore alcolico e la maggiore struttura, non sovrasta necessariamente sempre la birra, e le birre artigianali di questo livello qualitativo esprimono un ampio spettro di sensazioni, un microcosmo di stili e ingredienti differenti tutti da esplorare per noi appassionati di vino. Infine vino e birra non sono come cani e gatti J, e vi invitiamo in questa calda estate a giocare ad alternarli e confrontarli con abbinamenti fantasiosi, senza porvi limiti, e a segnalarci le migliori combinazioni!

Un grazie di cuore a Maurizio e Graziano per avere condiviso con noi un po’ della loro creatura e del loro mondo, ed un invito a tutti ad andarli a trovare in Via Airasca 11/D a Torino, il loro Pub vi stupirà non solo per le birre ma anche per il cibo!

Giorgio

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