Scaduto22 Maggio – Il Lessona de La Prevostura: i vini biellesi alla riscossa

  • 22 Maggio 2015
    20:30 - 23:55

Venerdì 22 maggio torna alla Compagnia del Calice il ciclo dei Nuovi Fermenti del Piemonte. Andremo alla scoperta del Lessona, ma anche del Bramaterra e di altri pregiati vini delle colline biellesi. Preziosi vini di nicchia, prodotti in piccole quantità, che oltre un secolo fa condividevano con Gattinara, Ghemme e Boca la palma dei più raffinati vini piemontesi, e oggi – dopo un lungo periodo di crisi – vivono finalmente una seconda primavera.

Saranno con noi Marco Bellini, che nel 2003 – inseguendo un sogno covato a lungo – fondò a Lessona l’azienda agricola La Prevostura (di cui oggi è socio anche il fratello Davide), e l’amico ed enologo Cristiano Garella. In pochi anni, con eroica determinazione, Marco ha costruito una tra le più interessanti e dinamiche nuove realtà dell’Alto Piemonte, che produce vini eleganti e minerali, di altissimo profilo. I 5 ettari di vigneti de La Prevostura sono distribuiti tra Lessona e Villa del Bosco, su terreni di natura acida composti da porfidi e sabbie di antica origine vulcanica e marina, coltivati con i vitigni tradizionali del territorio: nebbiolo, vespolina e croatina. La cascina Prevostura, oltre ai locali di vinificazione e affinamento, ospita anche uno splendido agriturismo.

La storia del Lessona è antica: già in epoca romana qui si faceva vino, ma il culmine della produzione si ebbe nella seconda metà dell’800, quando Quintino Sella, economista, politico (fu ministro delle Finanze, a lui si deve l’aver salvato dalla bancarotta il neo-nato Regno, con disciplina di ferro e scelte avveniristiche per i tempi), scienziato mineralogista, alpinista, industriale (l’industria laniera di famiglia; i primi passi verso la fondazione della banca omonima), scelse il Lessona per brindare all’unità d’Italia dopo la presa di Roma nel 1870: Sella giocava in casa, poiché la storica azienda vitivinicola di famiglia lo produceva in Lessona da secoli! Tra le nobili famiglie che si cimentarono col Lessona vi furono anche i Marchesi La Marmora: come ci racconterà Marco, proprio i poderi La Marmora, dopo vari passaggi di proprietà e lunghi decenni di abbandono, furono acquistati dalla famiglia Bellini e, a partire dal 2001, disboscati e re-impiantati a vite.

Partiremo dalla più giovane denominazione del biellese, il Coste della Sesia: dalla inebriante vitalità estiva del nebbiolo rosato Corinna, passeremo a due rossi sorprendenti per ricchezza e bevibilità: il Garsun, più giovane e immediato, e il Muntacc, più strutturato e importante grazie anche a 5 anni di affinamento. Toccheremo poi un’altra chicca enologica biellese, il Bramaterra, di cui Mario Soldati decantò potenza e sapida ferrosità. Infine due fuoriclasse: due annate di Lessona, dalla diversa personalità ma accomunate da sontuosa struttura e nobiltà.

Degusteremo nell’ordine:

  • Corinna Coste della Sesia rosato DOC 2013 (nebbiolo 90%, vespolina 10%)
  • Garsun Coste della Sesia DOC 2013 (nebbiolo in prevalenza, poi vespolina e croatina)
  • Muntacc Coste della Sesia DOC 2010 (nebbiolo 70%, vespolina 20%, croatina 10%)
  • Bramaterra DOC 2011 (nebbiolo 70%, croatina 18%, vespolina 12%)
  • Lessona DOC 2011 (nebbiolo 95%, vespolina 5%)
  • Lessona DOC 2010 (nebbiolo 95%, vespolina 5%)

Accompagneremo i vini con una selezione di specialità delle vallate biellesi: tra i salumi spicca la paletta di Coggiola (prosciutto di spalla al forno), tra i formaggi la toma biellese e il maccagno d’alpeggio, tra i più pregiati formaggi delle Alpi Piemontesi.

Vi aspettiamo!

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