Parliamo del Grignolino, uno dei più antichi vitigni autoctoni del Piemonte.

Nell’immaginario collettivo è un vino che non gode di grande ammirazione, per lo meno non quella che, se analizzato per le sue peculiarità, meriterebbe. A mio parere la colpa potrebbe essere insita nel diminutivo; pensate per un attimo se si chiamasse Grignolo, Grignolone o ancora Grignolesco…non cambia già il vostro modo di raffrontarvi con lui? Nell’ipotesi che il mio modesto pensiero non vi convincesse vi riporto alcuni aspetti, tecnici e non, legati al Grignolino che spero vi aiuteranno a considerarlo un vino meno “ino” ed a contestualizzarlo in maniera più corretta.

Il “Grignolo” ha un colore rosso rubino tenue, un profumo molto delicato e un sapore fresco con un leggero e piacevole tannino. E’ un vino subito pronto che entra in commercio nella primavera successiva alla vendemmia, che non si presta a lunghe attese in cantina, desideroso com’è di accompagnare i vostri piatti con una leggerezza ed eleganza unica.

Non ridete ma nessun altro vino è come lui, amato dalla borghesia e dalla nobiltà sin dal 1800, ha preferito fino ad oggi mantenere un animo discreto tipico dell’essere e non dell’apparire.

Io lo chiamo Grigonolo, e voi?!

Marco.