L’esito era tutt’altro che scontato. Sfidare i vini francesi sul loro terreno non è impresa semplice. Anzi.
Le formazioni prevedevano di schierare dei giocatori con lo stesso ruolo.

Per il ruolo “i merlot“: Gant vs Pomerol
Per il ruolo “i bordolesi“: San Leonardo vs Beau Rivage
Per il ruolo “gli syrah“: Case Via vs Saint Joseph

Si sono scontrati due per volta. E per evitare il solito sciovinismo italiano, il colore della maglia non era in evidenza. Degustazione alla cieca dunque. E i giudici sono divisi in 4 tavoli (giusto per non farci mancare anche il pareggio!)

I primi a scontrarsi sono stati “i merlot”. Il merlot della Cantina di Andriano è un riserva 2011, la vigna è sotto una montagna il cui nome è Gant. Come il nome del vino appunto. Pierfelice ci fa ripercorrere il terroir della zona per cercare di trovare delle assonanze nel bicchiere.
Ma una degustazione alla cieca è dura anche per i più esperti.I vini in degustazione Nell’altro calice c’è un Pomerol di Jean-Pierre Moueix millesimo 2009 Siamo nella parte destra del fiume Dorgogna nella grande area Bordeaux. In questa zona, assieme alla egualmente blasonata St. Emillon, si produce in prevalenza il merlot. I vini sono di grande corpo e struttura, li accompagniamo con dei tozzeti di baguette con fettine di petto d’oca.
La sfida è alla pari ma prevale leggermente il calice a destra dei giudici. Scopriamo chi è il vincitore: Gant! 1-0 Italia

Passiamo quindi sui bordolesi. Le premesse ci fanno ben sperare. L’Italia schiera un fuoriclasse. Il San Leonardo 2007 di Tenute San Leonardo è un vino che da anni è nella classifica dei tre migliori vini italiani secondo le guide specializzate del settore.
E’ un vino che si presta all’invecchamento ( o elevagé come dicono più elegantemente i cugini d’oltralpe).
Dall’altra parte c’è un gregario dei Bordeaux: Beau Rivage.
A ripulire la bocca dal vino c’è una strepitosa insalatina di pollo  sfilacciato, marinato con ginepro, e condito con sedano, intingolo senapato (e qui il verdetto è unanime!).
A molti è subito chiaro dove è il campione. Soprattutto la persistenza in bocca, che nel San Leonardo è infinita. Ma i giudici sembrano prediligere anche la prontezza e lo scatto sul breve. Il verdetto recita pareggio. L’oratore della serata (io) si dissocia polemicamente. Per me è 10-0!

Le bottiglie schierate

L’ultimo scontro è sullo Syrah. In Francia si coltiva nella valle del Rodano, nella parte nord. Nomi da leggenda come Châteauneuf-du-Pape, Ardèche e Hermitage. In Italia si coltiva quasi in ogni regione. Ma le espressioni migliori sono nelle regioni centrali e in Sicilia. Noi per l’Italia schieriamo un puledro di razza: il Case Via 2010 di Fontodi.
Dalla parte francese c’è Domaine Durand nella AOC Saint Joseph, un Les Coteaux dell’anno 2011. La finezza olfattiva del francese emerge subito, un vino elegante e ammaliante. Dall’altra parte un vigoroso italiano dal carattere rude e rustico.
I giudici si spaccano, ma alla lunga si predilige l’eleganza del francese.
Nessun dubbio invece sull’abbinamento proposto di mousse di prosciutto di Praga, servito su pane nero ai cereali!

La sfida è stata molto bella, i verdetti sono stati sempre sul filo di lana, i vini erano di assoluta qualità. Insomma… un esito non scontato

Antonio

In allegato la brochure dell’evento

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